STOLTO, MAGO O SAGGIO? A TE LA SCELTA!

Dopo lunga osservazione nello specchio magico (è magico poiché dona la conoscenza) sono giunto alla seguente conclusione: esistono tre tipi di esseri umani. Per scoprire quali sono ti invito a guardare dentro il tuo specchio magico. Puoi fare molte cose con uno specchio magico. Dentro lo specchio puoi vedere la tua figura, e restare concentrato sulla tua figura; oppure puoi vedere la tua figura e sullo sfondo lo spazio che contorna la tua figura; o ancora puoi vedere solamente lo sfondo, lo spazio attorno alla tua figura.

Ciò che la persona vede definisce la persona: lo stolto vede se stesso, il mago vede se stesso sullo sfondo, il saggio vede lo sfondo, vede lo spazio attorno alla sua forma. Lo stolto è completamente concentrato sulla propria apparenza, sul proprio riflesso. Il mago vede la sua immagine riflessa sullo sfondo, incastonata sullo sfondo, e opera, talvolta in modo consapevole, talvolta in modo inconsapevole, per generare un cambiamento. Il saggio può anche operare un cambiamento, retrocedendo volontariamente a livello del mago, ma è interessato ad altro: è interessato allo spazio intorno alla figura. È interessato al vuoto. È dal vuoto che talvolta opera per manipolare in senso positivo la realtà, attingendo alle giuste combinazioni di conoscenza per affrontare un problema, sbloccare una situazione, risolvere un dilemma.

Tenete presente che vi sono aree di sovrapposizione fra stoltezza, magia e saggezza. La differenza fra uno stolto e un mago di bassa lega è minima. E come un mago di alto livello può accedere talvolta a una saggezza che lo configura come un saggio/iniziato, lo stesso saggio può recedere al mago di alto livello se si trova nella condizione di voler aiutare qualcuno.

Quindi la domanda che possiamo rivolgerci è questa: voglio essere uno stolto? Voglio essere un mago? O voglio essere un saggio?

Lo stolto è completamente concentrato sulla propria forma, innamorato profondamente della propria apparenza. Lo stolto è manipolato dalle sue stesse credenze, vittima di un ambiente che lo ha fatto per quel che crede di essere. Si comporta secondo una cecità che non possiede alcuna prospettiva, alcuna profondità. Vive del risultato immediato, non è nell’immediato. Non vede il momento. Vede quello che può ottenere nel momento. Vede quello che può perdere nel momento. È fortemente attratto da quello che può tenere, scansa come l’orribile morte ciò che può perdere. Fondamentalmente la sua ignoranza è la perdizione del senno fra queste due possibilità e vive costantemente nella dicotomia ossessiva dell’ottenere e del perdere. Dimentico di se stesso, lo stolto si identifica con la forma, vive per l’apparenza. Proietta apparenza, ottiene forma. Muore nell’ignoranza. Malato di ignoranza.

Il mago si trova nella condizione di poter manipolare l’energia dell’ambiente, ha compiuto un passo innanzi rispetto alla condizione dello stolto e ha iniziato a comprendere l’energia in gioco sul palcoscenico ipnotico dell’esistenza. Abbiamo detto che la magia può essere consapevole o inconsapevole. Essere un mago inconsapevole realizza il minimo grado di evoluzione rispetto allo stolto. Di nuovo a questo livello si ragiona in termini egoistici. Il mago di questo tipo, il mago di basso livello, metterà al servizio del proprio desiderio di ottenimento ogni sua azione nel mondo della manipolazione delle energie. Un mago consapevole opera per il miglioramento dello stato delle cose attorno a sé, è un iniziato alla conoscenza che conduce al distacco dalla forma. Un mago consapevole manipola le energie dell’ambiente per realizzare un ulteriore salto nel distacco da apparenza e riflesso. Un mago consapevole, di alto livello, accetta la possibilità della perdita, non lancia incantesimi egoistici.

Il saggio è il vuoto, la sua materia più intima e sottile è senza nome e senza forma. Quando un saggio muore, non succede nulla. Dalla sua prospettiva la morte è nulla. Il saggio vede nelle energie dell’ambiente in cui opera quelle linee di vibrazione entro cui la sua conoscenza lo porta a scorrere, fluidamente. Si posizione esattamente al centro della linea di scorrimento, ed è difficile, quasi impossibile, incrociare la sua strada. Nessuno può imbattersi in un saggio, a meno che lui non lo voglia. Il saggio non fa rumore, non solleva polvere, l'attrito è minimo. Il saggio danza sul mondo della materia e i suoi passi sono leggeri, un inno al silenzio. Da più vite vive nello spazio attorno alle cose, il saggio arde, non brucia, la fuliggine del mondo non si posa sul suo mantello splendente.

(foto del post di Cynthia Van Der Brugge)